22 settembre 2008

by Luciana Littizzetto


L’avete vista? Non posso proprio tacere, la mia etica professionale me lo impone. Nella nuova pubblicità di assorbenti femminili c’è una ragazza che va a fare il provino come vj. Parentesi wikipedia. Per quelli che cascano dal banano la vj è una specie di deejay che invece di mixare dischi, presenta alla tv e mixa video musicali. Nel provino le fanno fare un mucchio di cose. Cantare, ballare, recitare… E poi ad un certo punto: tragedia. Le chiedono di fare la ruota. E lei che per altro non è un pavone pensa ad alta voce: «Oh no… proprio oggi che mi sono arrivate…». Poi ci riflette su un attimo e raggiante dice: «Ma non c’è problema, con i miei assorbenti fichissimi posso fare tutto». Claim: Affronta sicura le occasione della vita. Ecco.Unacosa voglio dire.Ma per fare la vj devi fare la ruota? Solo sapere. Capisco ad un provino per entrare al circo di Mosca, all’esame per essere ammessi alle Olimpiadi, anche per fare la majorette, maper presentare dei dischi in televisione? E poi che avrà mai ’sta poveretta? Il ciclo di una giumenta?Euna girandola per l’irrigazione? Ma cosa pensano ’sti pubblicitari, che siamo dei fiaschi?Chese in quei giorni ci capovolgi diamo il giro? Appello. E’ possibile far inventare e successivamente sceneggiare gli spot degli assorbenti a delle donne? Le vogliamo qui le quote rosa, guardaun po’.
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Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. «Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava diRomaTiè!». Silenzio. Tutti zitti.Maper forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: «Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!». Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due filicomealle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: «Guardi la devo interrompere subito».Maminchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata?Efagliela finire... sarà mica laprima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: «Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!». Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gommache gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più.Ese dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenticomequelli dei ghiri e tace.
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Diciamocelo. Ora che son finite le ferie avremmo proprio bisogno di qualche giorno di vacanza. Io mi sento il vigore degli ossi di gomma che si danno ai cani e ho un residuo di abbronzatura a chiazze, mappato come le borse di Alighiero Martini. Sarà l'effetto del sole ma mi stan pure venendo gli occhi come gli elefanti. Con le palpebre spesse, a fisarmonica. Ecco che arriva Molly. Parbleu. «Le ferie felici si somigliano tutte. Solo quelle sfigate son disgraziate a modo loro». Eccola. La Karenina di Borgata Parella. Strizzata in un toppettino color livido. «’Ste vacanze son state un inferno. Non lo reggo più. Il mio moroso è un tacchino disossato capace solo di fare il pirla con qualunque dotata di due tette e una gonna. L'ho sopportato come si sopporta la spina di riccio nel piede se non si hanno le pinzette». In effetti Igor è un uomo cavolino di Bruxelles. Buono ma pesante. Non riesci a digerirlo. «Che fa tanto il figo con le donne ma poi ha la vivacità erotica di Capitan Findus. Per lui il richiamo della carne scatta soltanto davanti a un piatto di scaloppine »… Ribolle. Come l'uva nelle botti di rovere. «Guarda che non ho mica tanto tempo da perdere. Comincio ad avere le prime vampate, produco calore come una stufa a pellet». Io pensavo che il primo problema del principe Aigor fosse la sua evidente debolezza di comprendonio.«Appunto. Sono settimane che mi tappo le orecchie per non sentire quel fiume di minchiate che esce dalla sua bocca. Ma ora la misura è colma. Il fiume di minchiate ha rotto gli argini e sta formando un lago di puttanate di scarso valore paesaggistico». Quando Molly parla così a raffica mi dà l'impressione che abbia più lingue, tante quante le braccia della dea Calì. «E’ andata male anche la gita a Firenze ». Già, non dovevi andare a vedere il David di Michelangelo? «Appunto. Delusione cocente anche quella». E perché mai? «Un marcantonio di marmo alto 4 metri con un walter minuscolo… ». Ma guarda questa cosa va a guardare in un capolavoro della storia dell'arte. «Hai notato? Che beccuccio da teiera? Che ravanello coltivato senza fertilizzanti? Che trapano da orefice? Ma come, un bestione di quattro metri di marmo mastodontico e mezz'etto di scagliola?». Io fosse qui glielo chiederei a Michelangelo come mai. «No, perché dico, in Oriente, in Africa, in Oceania gli scultori del passato facevano il contrario… Facevano delle statuette di virilità maschili minuscole che non stavano in piedi perché sul davanti gli montavano dei sifoni, dei cannoni di Navarone, dei merluzzi da record… e invece noi occidentali facciamo delle statue maschili, guarda anche i bronzi di Riace, con dei pirilli da criceto ». Forse Michelangelo si era dimenticato, ha dovuto farglielo all'ultimo momento con il marmo che gli era rimasto. «Oppure voleva lanciare il messaggio che un uomo con poco walter può essere fiero egualmente. Infatti il David sembra che dica sventolando la mano: "Al posto di un avvoltoio ho il passerotto della Rocchetta e allora?"». Ok Molly. Lascia perdere l'amore e dedicati alla critica d'arte.

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