
Sarà assurdo,difficilmente comprensibile,ma queste giornate bagnate hanno la capacità di rilassarmi…sarà questo cielo plumbeo dalle nuvole soffocanti a donarmi tranquillità.. perché in queste giornate non ci sono ombre,non c’è un sole che nasconde la verità dietro il suo bagliore,non ci sono ne rumori stridenti ne silenzi sommessi.
Basta lanciare lo sguardo al di là del vetro per mettere le mani in tasca, aprire quel pugno in un palmo pronto a raccogliere qualsiasi destino,abbasso gli occhi e l’erba è pettinata da un vento di novità e gli alberi rimangono sotto quei goccioloni di lacrime e si sentono liberi…liberi di esserci “nonostante tutto”.
E se la libertà ce l’ha un tronco di legno perché non ce la dovrei avere io?
Io che cammino per la casa cantando il rivoluzionario di sempre,io che do voce alle parole di Guccini e mi ritrovo alla soglia delle elezioni ad essere più politicante del solito e ripenso a quando facevo le medie e la professoressa aveva già segnato nel suo registro il mio futuro “avvocato o sindaco”…bhè,le cose non sono andate poi così però nel mio sangue l’istinto di voler cambiare il mondo c’è ancora con o senza la fascia tricolore.
La mia attenzione si posa sulla foto del mio nipotino,l’ho tenuto tra le braccia per ore questa mattina ed ancora il suo profumo è tra i miei vestiti…e le persone dovrebbero essere così:un profumo che rimane anche dopo la loro assenza…un profumo,un quid,un qualcosa che non ti faccia mai dimenticare.
Se ne stava li con le labbra a cuoricino ed il viso stropicciato sulla mia spalla e pensavo a quant’ero fortunata ad avere un così bel tesoro,niente di materiale,ne soldi ne guadagni:sarà un caso ma le sue dita sono lunghe come la linea della vita tracciata sulla mano…
Forse sarà questo taglio nuovo dei capelli che mi ha ridato la voglia di combattere e non starmene ferma ad aspettare che i millantatori di finti sentimenti prendano il sopravvento. Seduta davanti alla mia scrivania ho alle spalle tutti i miei libri e se ci rifletto su sono stati sempre loro a scegliermi…entro in una libreria e loro mi chiamano,sento le loro voci,i loro colori richiamare la mia attenzione e non so come ne perché mi ritrovo a portarmeli a casa e nel cammino a frugare di nascosto alcuni passi tra le loro pagine ancora per me immacolate,chissà quante dita l’avranno maneggiato,chissà quanti occhi l’avranno rubato,ma in quel preciso momento quell’ammasso di carta imbrattata è solo mio.
Ci sono quei giorni che ti senti rinata,che ti svegli con il piede giusto,che ti guardi allo specchio e ti sussurri “spacca tutto” e rivuoi il tuo istinto che ti fa capire le cose prima che accadano,rivuoi la tua capacità di ascoltare e la soglia di sopportazione non così elevata per non soffrire più del dovuto,vuoi una spada per combattere,ma non uno scudo per difenderti perché se il nemico è arrivato a trafiggerti vuol dire che è stato solo più furbo di te.
Guardo la televisione e mi ritrovo a sentir parlare un nanerottolo in doppio petto e con un capello color ciliegio che promette l’assurdo e penso che quel nanerottolo non è poi così diverso da alcune persone che ritrovo nella quotidianità…e tutto torna.
Che ancora nel 2008 basti solo l’apparenza? Come direbbe una mia amica“che amarezza”.
Basta lanciare lo sguardo al di là del vetro per mettere le mani in tasca, aprire quel pugno in un palmo pronto a raccogliere qualsiasi destino,abbasso gli occhi e l’erba è pettinata da un vento di novità e gli alberi rimangono sotto quei goccioloni di lacrime e si sentono liberi…liberi di esserci “nonostante tutto”.
E se la libertà ce l’ha un tronco di legno perché non ce la dovrei avere io?
Io che cammino per la casa cantando il rivoluzionario di sempre,io che do voce alle parole di Guccini e mi ritrovo alla soglia delle elezioni ad essere più politicante del solito e ripenso a quando facevo le medie e la professoressa aveva già segnato nel suo registro il mio futuro “avvocato o sindaco”…bhè,le cose non sono andate poi così però nel mio sangue l’istinto di voler cambiare il mondo c’è ancora con o senza la fascia tricolore.
La mia attenzione si posa sulla foto del mio nipotino,l’ho tenuto tra le braccia per ore questa mattina ed ancora il suo profumo è tra i miei vestiti…e le persone dovrebbero essere così:un profumo che rimane anche dopo la loro assenza…un profumo,un quid,un qualcosa che non ti faccia mai dimenticare.
Se ne stava li con le labbra a cuoricino ed il viso stropicciato sulla mia spalla e pensavo a quant’ero fortunata ad avere un così bel tesoro,niente di materiale,ne soldi ne guadagni:sarà un caso ma le sue dita sono lunghe come la linea della vita tracciata sulla mano…
Forse sarà questo taglio nuovo dei capelli che mi ha ridato la voglia di combattere e non starmene ferma ad aspettare che i millantatori di finti sentimenti prendano il sopravvento. Seduta davanti alla mia scrivania ho alle spalle tutti i miei libri e se ci rifletto su sono stati sempre loro a scegliermi…entro in una libreria e loro mi chiamano,sento le loro voci,i loro colori richiamare la mia attenzione e non so come ne perché mi ritrovo a portarmeli a casa e nel cammino a frugare di nascosto alcuni passi tra le loro pagine ancora per me immacolate,chissà quante dita l’avranno maneggiato,chissà quanti occhi l’avranno rubato,ma in quel preciso momento quell’ammasso di carta imbrattata è solo mio.
Ci sono quei giorni che ti senti rinata,che ti svegli con il piede giusto,che ti guardi allo specchio e ti sussurri “spacca tutto” e rivuoi il tuo istinto che ti fa capire le cose prima che accadano,rivuoi la tua capacità di ascoltare e la soglia di sopportazione non così elevata per non soffrire più del dovuto,vuoi una spada per combattere,ma non uno scudo per difenderti perché se il nemico è arrivato a trafiggerti vuol dire che è stato solo più furbo di te.
Guardo la televisione e mi ritrovo a sentir parlare un nanerottolo in doppio petto e con un capello color ciliegio che promette l’assurdo e penso che quel nanerottolo non è poi così diverso da alcune persone che ritrovo nella quotidianità…e tutto torna.
Che ancora nel 2008 basti solo l’apparenza? Come direbbe una mia amica“che amarezza”.
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