qualche giorno fa una ragazza mi ha lasciato un commento sotto ad un post che potete ancora oggi trovare scorrendo di poco la pagina.
Dopo avermi incuriosito posso dirvi di aver conosciuto una bellissima persona,di quelle che ti aprono il cuore senza dover necessariamente bussare,che speri di non perdere nella frivolezza di un blog.
Ho letto la sua bellissima email,mi ha lasciato senza fiato,inebedita difronte allo schermo del pc,sono rimasta in silenzio con la mente persa in mille pensieri,toccandomi il mento come nei momenti più inquieti.
scrivo questo blog non preoccupandomi mai di chi ci sia al di là dello schermo,scrivo per la voglia di scrivere,per non far morire le mie sinpsi nella debolezza dell'ignoranza ... invece siete in tanti e ognuno con la propria storia.
oggi vi regalo quella di Katia,di posto uno stralcio della sua email
"sindrome di Usher,questo il responso medico che ho avuto all’età di 28 anni.
Una malattia rara,di quelle che si sentono nelle maratone televisive in cui un display indica la generosità del popolo italiano,ma in realtà poche persone sanno cosa sia:perdita progressiva dell’udito e della vista.
Sono stata decisamente fortunata perché so comè il rosso,conosco la forma di una forchetta ,mi ricordo il viso di molti personaggi televisivi ,posso fare associazioni tipo azzurro-cielo,nuvola-bianca e ho flashback sulle caratteristiche fisiche delle persone a cui voglio bene.
Ora però ho bisogno di un display braille costosissimo per conoscere te.
Un pezzo della mia giornata la dedico alla lettura,apro il tuo blog sperando negli aggiornamenti e sinceramente in quei mesi che “non ti sei fatta viva” qualcosa mi è mancato.
Ti avevo promesso di raccontarti la mia storia e sono qui per questo.
Da quando avevo 10 anni la mia migliore amica era Diletta,eravamo vicine di casa e ogni giorno ci incontravamo nel cortile del palazzo con le tasche piene di trucchi rubate alle nostre mamme e sacchetti di vestiti presi nei guardaroba;c’imbellettavamo creando le migliori sceneggiature tanto che un giorno eravamo zingare,altre volte dame di corte ed un giorno eravamo addirittura diventate donne invisibili.
In quel cortile avevamo fatto una promessa,avremmo fatto di tutto per diventare attrici.
Dal cortile,al motorino,alla macchina…una promessa mantenuta nel tempo.
Avevamo deciso di entrare in un accademia nazione d’arte drammatica,trasferirci con la nostra valigia di cartone inseguendo il nostro sogno.
A pochi giorni dalla conquista del mio sogno mio padre ha iniziato a insidiare in me rimorsi “sto invecchiando” “chi si occuperà del negozio?abbiamo fatto tanti sacrifici” e così ho lasciato andar via il sogno e Diletta, distruggendo la sua fiducia.
Diletta era l’unica persona che mi conoscesse veramente,perché chi conosce i tuoi sogni conosce tutto di te.
Dopo alcuni anni la nebbia iniziava a calare nei miei occhi e tutto il mondo mi sembrava ovattato;in poco tempo ho perso questi due sensi.
Immagina di non vedere e di non sentire,di non aver nulla,di aver rinunciato a qualcosa soltanto per il bene degli altri e ancora una volta non ero io a decidere per me stessa,ma era il destino a decidere per me.
Non ho avuto mai il coraggio di richiamare Diletta,ma venderei l’anima pur di ritornare nel cortile con le labbra sporche di rossetto perché ho la convinzione che quell’amicizia mi avrebbe donato gran parte dei sensi persi.
Soltanto chi ti conosce può essere i tuoi occhi e le tue orecchie."
questo è soltanto un pezzo dell'email,il resto lo terrò custodito come un tesoro.
bhè...se ora mi stai leggendo scorrendo le dita sullo schermo,ricordati che ti avranno rubato la vista,ma vedi cose che altri non vedrebbero neanche con dieci decimi e senti cose che al mondo sono silenzio.
Se non puoi realizzare il tuo sogno,abbi il coraggio di regalarti agli altri.
3 commenti:
bellissima storia,ma ti rimane in bocca un gusto amaro
mi è venuta la pelle d'oca.diamo sempre per scontato quello che abbiamo che quando qualcuno ti sbatte in faccia la tua fortuna tutto ti sembra piccolo.
non rimandiamo a domani le parole non dette.
grazie per averci reglato questa email e un bacio a Katia
post che fa riflettere
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