Visualizzazione post con etichetta VORREI ESSERE LEI. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta VORREI ESSERE LEI. Mostra tutti i post

19 gennaio 2012

l'educazione delle fanciulle



lo sapete benissimo,sono una fan sfegatata della Litty...ma questo libro è uno di quelli da incastonare nella propria libreria,due grandissime Donne si sono incontrate a parlare del mondo femminile.

Un libro da leggere in silenzio perchè il suono della tua risata echegerà tra le pagine,sentirai vicina l'ironia di entrambe...così lontane per il vissuto,ma così vicine per l'intelligenza di mettere a soqquadro quello che le circonda.

bisogna sempre avere il coraggio di mettersi a nudo.

una donna degli anni 30 con una degli anni 70...mentre il mondo cambiava le donne rimanevano ferme?


Franca Valeri:«Cara Luciana, l’obiettivo primo della fantasia femminile è l’amore. La ragazza di oggi magari fantastica, ma su dati reali; quella di ieri, fantasticava veramente».


L.Littizzetto:«Vedi, Franca, anche noi fantasticavamo, ma prima dovevi verificare se il Principe era azzurro o se tendeva al verde rospo. Bisogna baciarne un sacco per trovare quello che non ti allappa la lingua come i cachi acerbi».


Un dialogo tra due signorine perbene,si passa dal comico alla riflessione,per farvi capire questo libro vi posto qualche riga...


FRANCA VALERI

Non ricordo che mi si sia mai prospettato un comportamento da«signorina». Ma i comportamenti a dispetto delle imposizioni si respirano. La mamma andava qualche volta al ricevimento di nozze della figlia di un collega di papàe tornava annoiata dicendo: «Hanno avuto fortuna, perché è proprio bruttina». Il matrimonio,un buon matrimonio, era il coronamento dell’impegno assunto mettendo le figlie al mondo.Bomboniera d’argento contro regalo d’argento. La figlia della cuoca, che aveva destato qual-che preoccupazione perché era non si sa come molto bella, mandava tramite la madre un pi-attino di porcellana contro un servizio da caffè di porcellana. Un abisso fra i viaggi di nozze:un mese tra Parigi, Vienna e Budapest contro tre giorni a Venezia. Poi, la vita. Che cosa erasuccesso prima?L’educazione (termine vago che comprende il mondo) era assolutamente in base alle pos-sibilit finanziarie. Mi direte: anche adesso. No, adesso ci sono anche altri problemi per con-cedersi questo lusso. Perché voi avete un altro «ieri». La giovinetta respirava in tutto il suoquotidiano il timore del peccato. Mancavano alla liberalizzazione due elementi fondamentaliper l’evoluzione a venire: il divorzio e la televisione. Senza quei due bene o male uniti, esenza scene di sesso in corso, anche in cucina era facile considerare il bacio (semplicesfioramento di labbra, ben inteso) come un atto punibile da Dio. Con questa certezza, accom-pagnata da molta ignoranza, il matrimonio era un miraggio. Almeno l’ottanta per cento dellefanciulle ci arrivava, come dicono al Sud, «integra». Questo permetteva ai pranzi di nozze unpo’ sempliciotti certi sgradevoli lazzi allusivi da parte degli uomini.

Tutto ciò è ormai impensabile.


LUCIANA LITTIZZETTO

Tu vieni da una famiglia borghese, mentre la mia era unafamiglia popolare. Certo, anche a me hanno insegnato il rispetto nei confronti degli altri evalori importanti come i tuoi, però mi sono mancate le «convenzioni». Non ricordo che sia maistata organizzata una cena in casa quando ero piccola. A parte comunioni e cresime e quellerobe lì, dico. Non si facevano incontri mondani. I miei erano lattai e arrivavano a casa dal ne-gozio che erano sfrantecati. Non ne potevano più di vedere gente. Erano molto cattolici, moltoDc, quindi molto regular, e quindi erano ancora meno propensi alle svirgolate. E comunqueanche la mia educazione è stata piuttosto rigida. Ero pure figlia unica, figurarsi, e donna, atutti gli effetti un’aggravante. Mia mamma ancora adesso, se incontriamo una persona checonosciamo, mi dice: «Saluta». Ho quarantasei anni, non so, vedi tu. «Saluta». Cioè, iol’ammazzerei, tutte le volte. Quando ero piccola il suo ammonimento principe era:«Comportati bene, devi essere una brava ragazza». E la «brava ragazza» si cementava la jolanda e dall’ombelico in giù non sapeva che cos’aveva a disposizione. Era tipo la Barbie. Unblocco unico, di plastica, senza possibilità di interazione con gli altri. Dici che negli anniTrenta il sesso era un atto punibile da Dio, ma anche per me la verginità era un valore, anchese poi si è persa quasi subito, però con molto senso di colpa. Oltretutto, per non farmi man-care niente, sono reduce da una scuola di suore. Quindi rispetto ad altre donne della miagenerazione non ho potuto tanto praticare, sono stata chiusa in galera col 41 bis, e questacosa delle cosce capricciose me la sono portata avanti nel tempo… Se guardo al mio caso, la differenza vera mi sembra l’idea del matrimonio. Hai detto cheai tuoi tempi era un miraggio, il coronamento dell’impegno assunto mettendo una fanciulla almondo. Be’, personalmente al matrimonio non ho mai creduto, né come sacramento né tanto-meno come istituzione, come promessa. Ho sempre avuto delle relazioni lunghe, sono unamonogama seriale, ma non riesco a pensare che una cosa sia per sempre. Cosa c’è persempre? Niente. La Carrà, forse, e Pippo Baudo. Per il resto non c’è nulla per sempre. Comefaccio a dire che ti amerò per sempre? Ti posso promettere che ti amerò più che posso, manon per sempre.Forse una volta si viveva come se le cose potessero durare per tutta la vita e il futurofosse più o meno già scritto e ogni tappa stabilita in partenza. Ora no. Io posso dire ti amo.Ma non è detto che sia per sempre.

08 marzo 2010

Litty...pensiero debole



Notizia Polifemo. Quelle notizie che quando le senti ti si fondono gli occhi insieme e te ne viene uno solo. Da qualche giorno su Internet c'è un'offerta speciale. Non è un bottiglia di Chianti del '97 e neanche un uovo cinese di quelli che stanno sottoterra e quando li tiri fuori sanno di piede. E' un'offerta speciale un po' particolare perché riguarda una jolanda.Ma non una qualsiasi. Una jolanda d'epoca. Mai usata. Euro quattro. La proprietaria è una signorina inglese di 52 anni, Sara, vergine, che guardandola ti viene anche da dire: E te credo. Insomma. Questa madamin non ha mai visto passare nella sua stazione né tegevè né accelerati né regionali e ha la galleria con le rotaie ancora nuove… L'ho detto con eleganza? Sto studiando «bon ton pour le porcade » a Lione… Insomma, cosa ha fatto la Sarah? Si è stufata di aspettare il principe azzurro e ha messo la sua jolanda in bacheca. Ha detto basta. La metto sul mercato, chi la vuole ha solo da chiedermela. Col certificato pure: virgo intacta. Mai usata.Kmzero. Hai solo da spedire la garanzia. Solo che adesso i pretendenti arrivano a mazzi ma a lei non gliene va bene uno. Dice che non trova quello giusto.Sarah, ascolta. Per quanto mi riguarda una può restare vergine anche per tutta la vita, è una scelta che rende il compito per noi dispensatrici più oneroso e fitto di impegni, ma si può fare. Però sappi che non ci sarà mai quello giusto. Quello perfetto. Non l'ha trovato nessuna. Bisogna accontentarsi del meno peggio… è la materia stessa, del maschio, che è scadente… Dammi retta Sara. Dai il via alle danze. Guarda, arrivo perfino a dirti… tiragliela dietro.Lo dico a tutte le ragazze che si conservano per l'uomo giusto. Risparmiare non paga. Guarda coi Bot. Metti da parte, metti da parte, e adesso ti danno lo 0,01 di interesse… non è che se la tieni lì aumenta il capitale, anzi. Finisce che va fuori corso come le lire. Non solo ma poi, col tempo si deprezza. Ti tocca poi darla via in saldo… Non è una bottiglia di barolo che se la stappi e la scaraffi è una goduria, neanche una toma, che più la lasci lì e più diventa buona: è più come il tartufo, prezioso, delicato, ma se lo lasci troppo in frigo prende di forte… Ma perché c'è sto mito della vergine? Perché? Ma dove sta, il bello, mi chiedo. Anche per il maschio voglio dire… E' come per le grandi opere. Chi ha dato il primo colpo di piccone al Monte Bianco non ha goduto. Chi se la spassa di più? Quelli che scavano la galleria o quelli che ci vanno avanti e indietro per andare a Chamonix a sciare? Persino la lavastoviglie quando è nuova ti dicono di farla girare un paio di volte a vuoto… Le tovaglie uguale. Bisogna prima metterle a bagno per togliere l'amido, se no restano dure… Pure il polipo, lo devi sbattere sugli scogli, prima di poterlo cucinare. Lo dico per i maschi che magari ci son rimasti male quando la fidanzata gli ha detto di essere di seconda mano. Ma vedetene i vantaggi! E' come in montagna. Se uno non avesse già segnato il sentiero tu non riusciresti a salir su facilmente. Datemi retta, bei badola. Fare per primi l'amore con una è un po' come entrare alla Rinascente in stagione di saldi: si sta stretti e ti senti soffocare.

25 novembre 2009

carmela ha trovato l'amore


Finalmente una bella notizia. Tra l'altro è un’anticipazione. Un’esclusiva. Bruno Vespa ha scritto un libro. Che gioia. Mi viene da fare i salti mortali, le stirubacule. Compriamolo, vi prego, subito tutti perché se no quello lì ci frolla come la cacciagione. Ci fa due balle come quelle dei tori da corrida. Due melanzane viola da caponata. Compriamolo, vi scongiuro, che se no poi ce lo ritroviamo a far la promozione anche da Tonio Cartonio alla Melevisione. Lo troviamo che ce lo spiega vestito da farfalla al posto del logo Rai o su un documentario del National Geographic che ne parla con un fermento lattico. Appello: Bruno sta sereno. Lo compriamo tutti. Non andare a Uno-mattina, dormi. Quello capace che fa la promozione su autostrade per l'Italia punto it in mezzo alla Milano- Roma sventolando il libro tra i Tir.No, son quelle notizie che non ci dormi la notte. Tipo quell’altra che ho letto su un giornale dalla parrucchiera. La notizia è la seguente: ANCHE CARMELA HA TROVATO L’AMORE. E voi mi chiederete: Carmela chi? Quale Carmela? Di quale Carmela si sta fottutamente cianciando? Bene. Anch’io me lo sono chiesta. E allora sono andata avanti a leggere l'articolo e ho scoperto che si tratta di Carmela, la ex moglie di Gigi D’Alessio, che si è fidanzata con un tronista di Maria De Filippi. Ve ne frega? Vi scuce qualche piega?... Siete già lì che fremete di sapere o ve ne impippate regalmente come me? Perfetto. E invece a qualcuno importa. Qualcuno spende dei soldi per comperare un giornale che ti informa che Carmela ha trovato l’amore. Roba da non crederci. Perché adesso è partita ’sta moda qua. Di farci sapere gli affaracci di tutti. E non solo dei personaggi famosi. Anche dei parenti dei personaggi famosi, purtroppo. A parte il fatto che mi piacerebbe sapere quanti diavolo, quanti cavolo, quanti minchia e straminchia sono i tronisti di Maria De Filippi. Ci sono più tronisti di Maria che tulipani in Olanda. Più tronisti della Defilippa che gente che fa pipì all’Oktoberfest. Secondo me sono sempre gli stessi tre o quattro tronchi di pino col sopracciglio tagliato e il pantalone pieno. Tre o quattro falabrac con la faccia che un po’ sembra feroce e un po’ scolpita nel budino. Mezzi angeli e mezzi pirla. Magari mi sbaglio. Forse invece sono decine e si moltiplicano per talea. Chissà. Ma tornando a Carmela. No, dico, a noi fa piacere se ha trovato l'amore, ci mancherebbe, ma NON VOGLIAMO SAPERLO. Rendetevi conto che se cominciate anche ad informarci degli amori dei parenti dei personaggi famosi, non ne usciamo vivi. «Chi» dovrà pubblicare numeri di 700 pagine, come «Elle» e «Marie Claire»… La sorella di Jo di Tonno, la cugina di seconda di Margherita Hack, lo zio calabrese di Del Piero… E allora a ’sto punto facciamo dei «Chi» di quartiere. No, scusa. Se mi interessa sapere che Carmela ha trovato l’amore, allora mi interessa pure sapere che Concetta ha perso le chiavi, Gaetana ha la psoriasi e Gilberto il portinaio di via Di Nanni ha il cagotto da 6 giorni e non gli passa.


(luciana littizzetto)

26 gennaio 2009

parola di Littizzetto


Notizie dagli esteri. La ministra della giustizia francese, madama Rachida, ha partorito una bella bambina e pare che a 5 giorni dal parto sia andata alla riunione del Consiglio dei ministri. Così ha fatto partire una buriana… come si dice buriana in francese? Un Parpaion? Uno Zinedine-zidane? Un putiferio, un Casinò Royal che son ancora lì che la criticano adesso. Ma scusa. ’Sta poveretta non ha rotto l'anima a nessuno, ha scodellato il pupo senza troppe storie ed è tornata a fare il ministro, e invece di ringraziarla tutti a farle la pelle? «E se torni al lavoro vuol dire che non ami tua figlia, e sei una madre snaturata, una madre drogata di potere…». Ma che ne sai tu? Una donna sola che mette al mondo un bambino non lo ama, secondo te? Ma poi: è andata a lavorare lei, mica ha mandato il pupo. E fa la ministra, non il minatore del Sulcis, lavora con la testa, non con la pancia. Non fa neanche la gondoliera, che remando le si potevano strappare i punti del cesareo! No! Fa la ministra. Sta lì seduta, muove il cervello e fa partire la lingua. Tutti inviperiti perché lei non ha detto di chi è il figlio. Ma chettifrega. Per una volta che c'è una che non spiattella i cacchi suoi in giro, dobbiamo farle la pelle? La bambina si chiama Zohra, il padre sarà Zorro, toh. Non sfrangiate l'anima.Va beh. Veniamo alle notizie positive. In Messico hanno inventato i profumi ai ferormoni che sarebbero delle acque di colonia che sprigionano nell'aria delle molecole che produce il nostro sistema endocrino, i ferormoni appunto, i quali scatenano reazioni di tipo sessuale, attirano il maschio e lo portano all’immediato smutandamento. Tu ti spruzzi uno di questi profumi e gli uomini cominciano a girarti attorno, sempre di più sempre di più sempre di più, finché si finisce sulla materassa. Allora. Se volete segnarvelo ragazze si comprano su eBay e i nomi sono: Vien a mi, Amor ardiente, Guapissima sexy bomb, Amorre de amor. Il più potente di questi profumi si chiama «Puta per una noche». Dove noche non è inteso come frutto. No, perché fare la puta per una noce non val tanto la pena, se no dovevano fare anche «puta per una ghianda» e «puta per un pinolo». Bello no? Sono anni che noi donne diciamo che non siamo solo oggetti sessuali e adesso ci facciamo il bagno nei ferormoni. Tra l'altro ’sto profumo fa effetto nel raggio di 5 km. Ma hai idea in 5 km quanti maschi ci siano? Minimo sette-ottocento in età da materasso ci saranno. Si creano degli ingorghi, dei buscion come ai caselli di Albenga a Ferragosto, delle file come alla Lidl. Ti conviene mettere il numerino come in gastronomia. «E' qui, la puta?». No, perché scarta pure quelli che hanno preso una storta, gli influenzati a letto con 40 di febbre e quelli che son rimasti chiusi in ascensore, ma gli altri? A palate. Adesso faccio un esperimento. Mi ordino un flacone gigante di Puta per una noche. Vado a Città del Vaticano e me lo verso in testa. E vedi. Tutti addosso. Come merli neri quando gli tiri il granturco. Sai che risate.
...
e per finire questa sera ho visto la puntata di "che tempo che fa" in cui la Litty ha fatto una sbellicosa parodia di Carla Bruni...ancora piango dalle risate..

22 settembre 2008

by Luciana Littizzetto


L’avete vista? Non posso proprio tacere, la mia etica professionale me lo impone. Nella nuova pubblicità di assorbenti femminili c’è una ragazza che va a fare il provino come vj. Parentesi wikipedia. Per quelli che cascano dal banano la vj è una specie di deejay che invece di mixare dischi, presenta alla tv e mixa video musicali. Nel provino le fanno fare un mucchio di cose. Cantare, ballare, recitare… E poi ad un certo punto: tragedia. Le chiedono di fare la ruota. E lei che per altro non è un pavone pensa ad alta voce: «Oh no… proprio oggi che mi sono arrivate…». Poi ci riflette su un attimo e raggiante dice: «Ma non c’è problema, con i miei assorbenti fichissimi posso fare tutto». Claim: Affronta sicura le occasione della vita. Ecco.Unacosa voglio dire.Ma per fare la vj devi fare la ruota? Solo sapere. Capisco ad un provino per entrare al circo di Mosca, all’esame per essere ammessi alle Olimpiadi, anche per fare la majorette, maper presentare dei dischi in televisione? E poi che avrà mai ’sta poveretta? Il ciclo di una giumenta?Euna girandola per l’irrigazione? Ma cosa pensano ’sti pubblicitari, che siamo dei fiaschi?Chese in quei giorni ci capovolgi diamo il giro? Appello. E’ possibile far inventare e successivamente sceneggiare gli spot degli assorbenti a delle donne? Le vogliamo qui le quote rosa, guardaun po’.
________________________________________________________

Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. «Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava diRomaTiè!». Silenzio. Tutti zitti.Maper forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: «Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!». Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due filicomealle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: «Guardi la devo interrompere subito».Maminchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata?Efagliela finire... sarà mica laprima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: «Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!». Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gommache gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più.Ese dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenticomequelli dei ghiri e tace.
_______________________________________________
Diciamocelo. Ora che son finite le ferie avremmo proprio bisogno di qualche giorno di vacanza. Io mi sento il vigore degli ossi di gomma che si danno ai cani e ho un residuo di abbronzatura a chiazze, mappato come le borse di Alighiero Martini. Sarà l'effetto del sole ma mi stan pure venendo gli occhi come gli elefanti. Con le palpebre spesse, a fisarmonica. Ecco che arriva Molly. Parbleu. «Le ferie felici si somigliano tutte. Solo quelle sfigate son disgraziate a modo loro». Eccola. La Karenina di Borgata Parella. Strizzata in un toppettino color livido. «’Ste vacanze son state un inferno. Non lo reggo più. Il mio moroso è un tacchino disossato capace solo di fare il pirla con qualunque dotata di due tette e una gonna. L'ho sopportato come si sopporta la spina di riccio nel piede se non si hanno le pinzette». In effetti Igor è un uomo cavolino di Bruxelles. Buono ma pesante. Non riesci a digerirlo. «Che fa tanto il figo con le donne ma poi ha la vivacità erotica di Capitan Findus. Per lui il richiamo della carne scatta soltanto davanti a un piatto di scaloppine »… Ribolle. Come l'uva nelle botti di rovere. «Guarda che non ho mica tanto tempo da perdere. Comincio ad avere le prime vampate, produco calore come una stufa a pellet». Io pensavo che il primo problema del principe Aigor fosse la sua evidente debolezza di comprendonio.«Appunto. Sono settimane che mi tappo le orecchie per non sentire quel fiume di minchiate che esce dalla sua bocca. Ma ora la misura è colma. Il fiume di minchiate ha rotto gli argini e sta formando un lago di puttanate di scarso valore paesaggistico». Quando Molly parla così a raffica mi dà l'impressione che abbia più lingue, tante quante le braccia della dea Calì. «E’ andata male anche la gita a Firenze ». Già, non dovevi andare a vedere il David di Michelangelo? «Appunto. Delusione cocente anche quella». E perché mai? «Un marcantonio di marmo alto 4 metri con un walter minuscolo… ». Ma guarda questa cosa va a guardare in un capolavoro della storia dell'arte. «Hai notato? Che beccuccio da teiera? Che ravanello coltivato senza fertilizzanti? Che trapano da orefice? Ma come, un bestione di quattro metri di marmo mastodontico e mezz'etto di scagliola?». Io fosse qui glielo chiederei a Michelangelo come mai. «No, perché dico, in Oriente, in Africa, in Oceania gli scultori del passato facevano il contrario… Facevano delle statuette di virilità maschili minuscole che non stavano in piedi perché sul davanti gli montavano dei sifoni, dei cannoni di Navarone, dei merluzzi da record… e invece noi occidentali facciamo delle statue maschili, guarda anche i bronzi di Riace, con dei pirilli da criceto ». Forse Michelangelo si era dimenticato, ha dovuto farglielo all'ultimo momento con il marmo che gli era rimasto. «Oppure voleva lanciare il messaggio che un uomo con poco walter può essere fiero egualmente. Infatti il David sembra che dica sventolando la mano: "Al posto di un avvoltoio ho il passerotto della Rocchetta e allora?"». Ok Molly. Lascia perdere l'amore e dedicati alla critica d'arte.

30 maggio 2007

Meglio la Litty della Paris



La mitica,insuperavole,eroina LUCIANA LITTIZZETTO sarà la nuova testimone della 3.

La vedremo presto nei nuovi spot dove farà il verso a Paris Hilton:da una berlina superlusso si intravedono due gambe..sarà Paris?No è la Litty che scende dall'auto e si dirige verso una vespa..sale sul sellino dietro al conducente dicendo "dai,let's go!"

Il conducente,inveisce urlando di lasciare il casco e togliersi dalla vespa..Luciana scende offesa "con Paris si e con me no?vuoi vedere una coscia?ne ho due..e anche Tre"mostra il suo nuovo telefonino con la nuova promozione Super5...il vespista se ne va a gambe levate.

...all'improvviso arriva un bel tipo sopra un harley davidson cromata e Luciana esclama

MEGLIO CAMBIARE,NEH?

04 febbraio 2007

Hai l'alito così pesante che il tuo spazzolino da denti ha chiesto di fare il cambio con quello del bagno.




Alè. Hanno scoperto il gene dell’invecchiamento. Il figlio di Scapagnini, il medico di Berlusconi, lo Scapagninetto, ha scoperto la dieta ottimale per rimanere sempre giovani e in forma. Pare che la dieta perfetta venga dal mare. Non è un caso che i giapponesi che mangiano tanto sushi siano così longevi. E quindi, secondo lo Scapagnini junior bisogna mangiare: alghe, spugne e frammenti di corallo. E un riccio di mare attaccato alle chiappe, no? Che aiuta a fare molto movimento?Pare che Berlusconi, dopo aver sentito che per garantirsi la giovinezza più a lungo tocca seguire la dieta che viene dal mare, si sia già bevuto tre acquari di seguito. Quindi ricapitoliamo. Alghe, spugne e pezzi di corallo. Però c'è un problema. Come le cucini ste robe? Che Scapagnini pubblichi almeno un ricettario. La spugna come la condisci? Col badedas? Oppure la usi come base per le torte e fai il pan di spugna. E' complicato. Se fai le spugne in brodo se lo succhiano tutto, forse conviene farle impanate e fritte nell'olio. Rimangono un po' unte, ma con un po' di immaginazione puoi pensare che siano delle specie di zeppole. Piatte. Anche i pezzi di corallo. Devi avere i denti buoni. Se sei giovane sì sì, ma prova a masticare il corallo a ottant'anni? Ti si sgretolano i canini. Devi prima allenarti col croccante dei Luna Park. Sarà. Mi sa che a mangiare ste robe non è vivi più a lungo, è che la vita ti sembrerà molto più lunga. Comunque meglio inghiottire una spugna che un piccione. Avete visto la nuova pubblità delle gomme da masticare? Dei cicles come li chiamiamo noi? C'è un tipo sul motorino, che va per la sua bella strada. Ad un certo punto vede una belloccia sul marciapiede, sbalordisce, spalanca la bocca e gli entra dentro un piccione vivo. A tutta birra. E lui che fa? Visto che non è di suo gradimento lo sputa fuori e poi con la lingua a spatola caccia via dalla bocca le piume, una per una.Spruf spruf… Posso dire una cosa? MA FA SCHIFISSIMO!!! E' una roba orribile. Ma come vi è venuto in mente? I piccioni sono degli animali che fanno schifo a tutti. Anche morti cucinati. I piccioni sono delle nutrie volanti pieni di malattie. L'idea di inghiottire un piccione vivo ti viene solo quando ti addormenti di colpo dopo aver mangiato la bagna cauda fredda. Potevano almeno mettere Povia sul motorino. Così per completezza. Io sono letteralmente terrorizzata. Se con una pubblicità così si venderanno più gomme da masticare prepariamoci a vedere la Marcuzzi sul vaso da notte e Giancarlo Giannini con una presa elettrica all'altezza del sedere che dice «l' energia va oltre...». A proposito di Marcuzzi. Avete notato? Adesso lo spot della naturale regolarità ha subito una svolta. Colpo di scena. Non è più lei che si è regolarizzata ma fa le interviste alle altre. «Io? Io vado di corpo che è una meraviglia…». E tu? «Io guarda. Da quando mi stono di yogurt sono un orologio». E tu invece? «Io, sono al settimo cielo. Quando è ora spalanco i portoni del Mose e credimi. Non ce n’è per nessuno».(luciana littizzetto)

29 gennaio 2007

help!!



Bene. E' arrivato anche da noi il ciclone Kyrill. Si son squarciate le nubi e dal cielo è spuntato un phon enorme che ci ha sparato una botta di aria calda a 180 km all'ora. Siam seccati tutti come i biscotti nel forno. Un vento che ci girava le narici al contrario e un caldo boia. Roba da mat. Ci han detto che arrivava l'uragano, arrivava il ciclone, arrivava il tornado e noi pirla siam partiti col triplo strato: la maglia di lana, il dolcevita di pile, il giubbotto imbottito di lana di foca. E a mezzogiorno con quel sole forsennato avevamo tutti addosso l'odore di una capra che ha corso. Ora però chiedo espressamente di finirla con ste notizie angoscianti sul clima perché sennò è un incubo. E la terra che entro il 2050 sarà spompata dai nostri abusi e dovrà essere abbandonata. E la Groenlandia che si scioglie. E il Po che è secco come un wafer. Ok. Amici? Che siamo nel guano l'abbiamo capito. Che la situazione fosse grave si sapeva. Però, adesso che avete gettato quest'ombra di sfiga sull'umanità, potete per cortesia, darvi da fare? Voglio dire: se a casa mia sta per finire lo zucchero, non è che lo ripeto tutti giorni, lo scrivo sul giornale o lo dico ai tg. E neanche apro la finestra e mi metto a gridare: «E' FINITO LO ZUCCHEROO!!! E' FINITO LO ZUCCHERO!!!! E' FINITO LO ZUCCHERO!!!!»No. Me lo dico una volta, due, poi mi faccio un bigliettino e me lo vado a comprare. Ma per risolvere la secca del Po francamente non saprei proprio come fare. Ora: visto che se siamo messi così è proprio per colpa degli scienziati, che hanno inventato il motore a scoppio, il computer, i satelliti, e tante belle robette che fan comodo ma stanno mandando tutto in malora, che si dessero da fare. Son loro che sanno come si fa ad evitare questa catastrofe e a rammendare sto benedetto buco nell'ozono. No, perché io sono molto contenta di raccogliere le bucce di patata, le pile esauste e i filtrini usati del thè ma sono certa che non può bastare.Dobbiamo fare meno pipì? Più cacca per concimae? Insomma, cari scienziati. O ci dite cosa fare o tacete per sempre e lasciate che ci estinguiamo nella beata ignoranza come le oche da pathè che si ingozzano fino a quando non arriva il contadino e gli tira il collo. Invece tutte le vostre energie sono spese in studi di cui francamente mi sfugge l'utilità. A Londra per esempio hanno inventato le uova medicate. Mi spiego meglio. Si allevano galline geneticamente modificate che fanno uova che curano. Le uova con dentro le medicine. Sei malato? Ti fai una frittata. Hai la tosse? Niente sciroppo, ti fai un'omelette. Al posto del portapastiglie classico in ceramichina o intarsiato nell' argento, ti porti una gallina in borsetta. Così quando hai mal di testa invece di schiacciare fuori dal blistex una pastiglia di Moment ti basterà spremere la gallina come un tubetto di dentifricio. Non so se ste uova van anche bene come supposta. Spero ardentemente di no. Comunque una bella idea. Io modificherei anche le mucche. Così quelle belle cacche grosse come centri tavola si potrebbero usare per fare gli impacchi.(luciana littizzetto)

18 dicembre 2006

LUCIANA LITTIZZETTO


E per non farci mancare niente adesso è partita la polemica sul matrimonio dei preti. La feral domanda è la seguente: I preti si devono sposare o non si devono sposare? Posso dire la mia? Io non sono convinta. Secondo me è meglio che i preti non si sposino. Che stiano da soli. Ma non per chissà cosa, ma perché penso alle mogli!!! Capisci??! Che vita?! Insomma già è difficile stare vicino ad un uomo normale che magari fa il ragioniere o l'imbianchino, stare con uno che di mestiere fa il prete, il vescovo o il cardinale deve essere una pizza mai più finita. Sai che prediche? «Cosa fai stasera, tesoro?». «Scrivo una enciclica». Parlapà. Hai idea fare la moglie di uno che si alza alle due di notte per andare a suonare le campane? E poi tutte le domeniche impegnato. Natale e Pasqua, lavora. Praticamente come un calciatore solo che guadagna molto meno. L'unico vantaggio è che a vestirlo costa poca fatica. Una palandrana nera e via, estate e inverno. Poi nera che tiene bene lo sporco… Devi solo riattaccargli qualche volta qualche bottone perché ne ha una sventagliata. Quello che non capisco è che si fa tanto parlare di preti. Ma le suore? Le suore, dico io, per par condicio le vogliamo considerare una volta tanto o no?Quelle non le considera nessuno. Cosa devono fare le suore? Si possono sposare o non si possono sposare? O devono passare la vita a metter flebo e cambiare padelle, povere suore? Che è quello che si fa col marito, ma almeno 20 anni prima c'è stato del ciupa. Ci sono milioni di suore in Italia che si spaccano la schiena, lavorano silenziosamente come formiche operose, si sporcano le mani tutto il santo giorno e nessuno le tira dentro mai. Sorelle? Ribellatevi. Ma possibile? Ma ci vorrebbero un po' di quote rosa anche lì, dalle loro parti. Poi, voglio dire, neanche il piacere di cambiarsi d'abito. Mai per tutta la vita. Agli uomini, anche se sono preti, si concede di più. Cominciano con la tonaca ma poi è un attimo, mettere il clergiman. E dal clergiman ai maglioncini giro collo, jeans e t-shirt il passo è veramente breve. Senza contare che se fai carriera e diventi vescovo o cardinale oltre a passare dal bianco al rosso ti metti in testa qualsiasi cosa: cappelli da gaucho, perette, feluche, dodecaedri, zuccotti algida e panettoni di ermellino.Le suore no. Velo in testa e tira a campare. Per tutta la vita. E la Santanchè che non dice niente, tra l'altro. E nell'abito non un motivo, un richiamo, una bordura, una frangia, una passamaneria, un pizzo, uno strass... niente. Mai due dita di tacco, una extension al velo, un filo di perle di fiume, una passata di lucida labbra, niente. Per forza che poi qualcuna si lascia un po’ andare e si fa crescere sotto il naso quella peluria che non è ancora baffo ma poco ci manca. Io non credo che riuscirò a vedere il giorno in cui ai preti sarà permesso sposarsi, ma se quel giorno dovesse arrivare, mi auguro che alle suore sia almeno concesso di andare una volta la settimana in una balera onesta da dopolavoro a bersi una lemonsoda e imparare il tango figurato.

21 ottobre 2006

PENSIERO DEBOLE 2



Pare che le coppie europee stiano a poco a poco perdendo il desiderio.E forse un po' anche la speranza. Non ci si desidera più. Dopo un po' che si sta insieme ci si accontenta di poco. Bacini bacetti, carezze e buffetti. Ma non basta. Una tale scrittrice inglese nota per le sue battaglie femministe, per darci il definitivo colpo di grazia ha sentenziato che in fondo per essere felici in coppia è giusto fingere l'orgasmo. Urge una risposta. Almeno a lei. La risposta è: dipende. Dico, dipende dai casi. Se hai simulato già molto prima, tipo che hai simulato di avere il mal di testa, il mal di pancia, il mal d'orecchi e lui ancora insiste non ti resta che farla finita e simulare anche quello. Oppure. Se hai da fare, il cane ha la vescica che sta per esplodere, la macchina è in divieto di sosta e ti scade una rata alla posta, allora se simuli te la cavi prima. Anche se non è affatto facile fingere. Ci vuol talento e poi dipende con chi hai a che fare.Se l'amante è uno di pupe e secchioni allora è facile come rubare la lattuga ad una lumaca. Quelli ne sanno di orgasmi come io ne so di astrofisica. Se invece il partner è uno sgamatissimo, che ha già fatto orgasmare a raffica paccate di donne, allora è dura. Se lui è come uno di quei gatti maschi coi testoni grossi e pieni di cicatrici che si sono passate tutte le gatte dei quartiere e tu sei l'unica deficiente che deve fingere in fretta perché deve passare in tintoria a ritirare il piumone allora ci vuole abilità. Perché non è solo una questione di grufolii e mugugni, ci sono anche delle cose fisiche, tremolii, agitazione, cuore che batte la macarena, manine che artigliano. Io avevo letto persino che ti si piegano i piedi ad angolo retto. Chi ha il nervo sciatico corto è panato. Insomma. Per fingere bene, che lui non se ne intagli, che lui non capisca, dobbiamo esercitarci nella messa in scena senza tralasciare nessun particolare. E veniamo alle esternazioni sonore. Meglio un bercio lungo, come i coyote, o tanti lamenti acuti come l'aragosta quando la fai bollire nell'acqua bollente? Non sarà meglio il rantolo tipo enfisema dopo salita in bici su strada di Superga? O ancora un unico urlone deciso alla Tarzan? O ancora un orgasmo defilippico quello in cui mormori Ohmariamariamariamariamariamaria…Va a sapere. La verità è che quando non simuli, non è che metti in scena tutto sto can can. Magari fai solo un fut, un sospiretto e morta lì. Certe volte per essere sicura che lui abbia capito devi addirittura battergli le mani come al circo enon chiedergli il bis se ha superato i 50 altrimenti magari ce la fa ma poi resta tramortito come un rospo quando gela lo stagno. Quindi. Hai un bel week end tranquillo e stai con uno che si spaccia per sciupafemmine? Perfetto. Te ne stai lì placida, lasci che faccia disfi quanto gli pare finché il tripudio, il parapiglia, il vigorsol explosion non arriva davvero e ti partono a raggera le dita dei piedi. Se invece sei single, ti sei portata a casa uno che ti pareva fichissimo e adesso ti sembra di fare l'amore con una pigna, fingi. Fai prima. Risparmi tempo, eviti discussioni e fai ancora in tempo a vederti l'ultima puntata di Report.

27 settembre 2006

PENSIERO DEBOLE



Momenti di panico. A parte che piove che il cielo la manda e che se ne mandasse giù un po' meno sarebbe anche meglio, e che con sto maledetto umido abbiamo salutato la tanto sospirata abbronzatura per far posto a quel bel colore giallino della carta da forno, le nostre anime sono sconvolte da due terribili notizie. La Hunziker ha dichiarato ai giornali che è da un anno tondo tondo che non batte chiodo. Zero ciupa. Neanche un giro di lenzuola che sia uno. Che dire per consolarla? Contrite schiere di single si stringono a lei in unfraterno abbraccio. E nutrite falangi di maschi sessualmente attivi si offrono volontaricomealle olimpiadi. Altrodramma. Pare che cento madame torinesi stiano attendendo gementi e piangenti in questa valle di lacrime il nuovo modello della borsa di Hermès, quella che si chiama Birkin in omaggio alla Birkin appunto, la moglie di Gainsbourg che ranfiava cantando Je t'aime moi non plus. Modello base 5000 euro. Se la vuoi in pelle di struzzo fanno 9000, se vuoi proprio scialare prendi quella in pelle di coccodrillo che fa 20000 euro e ti levi la paura. Vivere deprivati di tale belluriadeve essere devastante.Nel caso le madame fossero proprio a corto di borse io sono disponibile a prestarne qualcuna delle mie. Come si fa coi muletti dei telefonini. Ne ho tre che non uso mai. Una gialla bellissima con un baffo di biro lungo un metro, l'altra con la cerniera che si apre a squarcio e una che pesa mezza tonnellata e se la lanci addosso ad un maniaco di fibbia lo sfregi. Certo non sono di Hermès, ma al bisogno fanno il loro mestiere. Pare che per produrre un capolavoro come la Birkin ci vogliano mesi e mesi. Un artigiano della Hermès arriva a fare una Birkin dopo cinque anni di formazione nella casa madre di Parigi, praticamente un liceo. Ma io che son cretina mi chiedo. Se per fare una borsetta ci vogliono 5 anni di formazione quanti ce ne volevano per i tizi che facevano le cattedrali gotiche? Chissà. Meglio non farsi troppe domande se non si hanno pronte le risposte. Ma io sono vittima della sindrome di Marzullo. E non ne posso fare a meno. Quindi un altro mistero già che ci sono. Come mai i jeans li fanno sempre lunghissimi al fondo? Avanzi sempremezzo metro di roba?Tucompriunpaio di jeans che sono della tua taglia, ti calzano a pennello, godi come un riccio, poi abbassi lo sguardo e scopri il mostruoso esubero. Un chilometro di stoffa. Minimo. Ma per chi li fanno? Per i Vatussi? Li fan per le cicogne? Per gli Elefanti di Dalí? Va bene che io son bassotta, che sono unpuffo blu alta due mele o poco più, ma al limite posso avanzare 10 centimetri di stoffa non la Salerno-Reggio Calabria. Anche la Stefanenko se non se li accorcia sembra Sbirulino. Ma perché? Appello.Risparmiate sta stoffa e usatela per fare toppettini, shorts, anche solo guantoni da forno. E poi vi do un consiglio simpatici jeansaioli del borgo. Quando fate i jeans, visto che fate venti taglie e mille modelli, potreste anche fare tre, dico solo tre, taglie diverse per la lunghezza?! Tappa, media e coscialunga? Grazie.

18 settembre 2006

omaggio ad Oriana Fallaci...colei che ha scritto Lettera ad un bambino mai nato;il mio libro preferito


"Oggi ho avuto una buona sorpresa. E' suonato il campanello, ed era il postino con un pacchetto spedito via aerea. Lo mandava mia madre insieme a una lettera firmata da lei e mio padre. Li avevo informati su te, giorni fa. M'era sembrato un dovere. E ogni giorno aspettavo la loro risposta, con angoscia, rabbrividendo al pensiero delle cose dure o addolorate che forse m'avrebbero scritto. Sono due persone all'antica, sai. Invece questa lettera dice che, pur sentendosi disorientati e colpiti, si rallegrano e ti danno il benvenuto. «Ormai noi siamo due alberi secchi, non abbiamo piu nulla da insegnarti. Ormai sei tu che hai qualcosa da insegnare a noi. E, se hai deciso cosi, vuol dire che e giusto cosi'.» Dopo la lettera ho aperto il pacchetto. Conteneva una scatolina di plastica, e dentro c'erano due scarpine. Piccole piccole, lievi lievi... Le tue prime scarpe. Mi stanno sulla palma della mano, non la coprono nemmeno tutta. E mi si chiude la gola a toccarle. Mi si scioglie il cuore. Ti piacera' la mia mamma. Ti piacera' perché pensa che senza i bambini il mondo finirebbe. Ti piacera' perché e grossa e morbida, con una pancia grossa e morbida per sedertici sopra, due braccia grosse e morbide per proteggerti, e una risata che e un concerto di campanelli. Non ho mai capito come faccia a ridere in quel modo: ma penso che sia perché ha pianto molto. Solo chi ha pianto molto puo apprezzare la vita nelle sue bellezze, e ridere bene. Piangere e facile, ridere e difficile. Imparerai subito questa verita. Il tuo incontro col mondo sara un pianto disperato, nei primi tempi riuscirai a piangere e basta. Tutto ti fara piangere: la luce, la fame, il sonno... Passeranno settimane, mesi, prima che la tua bocca si schiuda a un sorriso, prima che la tua gola gorgogli una risata. Ma non dovrai scoraggiarti. E quando il sorriso verra', quando la risata verra' dovrai regalarla a me: per dimostrarmi che ho fatto bene a non servirmi della biologia tecnologica, a non trasferirti al ventre di una madre piu buona e piu paziente di me."