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11 ottobre 2007

FILOSOFIA

raccontata da una persona che mi fa riflettere...



Un professore di filosofia, in piedi davanti alla sua classe, prese un grosso vasetto di marmellata vuoto e comincio a riempirlo con dei sassi, di circa 3 cm. di diametro. Una volta fatto chiese agli studenti se il contenitore fosse pieno ed essi risposero di si. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di piselli,
li versò dentro il vasetto e lo scosse delicatamente. Ovviamente i piselli si infilarono nei vuoti lasciati tra i vari sassi.
Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno ed essi, ancora una volta, dissero di si. Allora il Professore tirò fuori una scatola piena di sabbia e la verso dentro il vasetto. Ovviamente la sabbia riempi ogni altro spazio vuoto lasciato e coprì tutto. Ancora una volta il Professore chiese agli studenti se il vasetto fosse pieno e questa volta essi risposero di si, senza dubbio alcuno.
Ora, disse il Professore, voglio che voi capiate che questo vasetto rappresenta la vostra vita.
I sassi sono le cose importanti - la vostra famiglia, i vostri
amici,la vostra salute, i vostri figli - le cose per le quali se tutto il resto fosse perso, la vostra vita sarebbe ancora piena. I piselli sono le altre cose per voi importanti: come il vostro lavoro, la vostra casa , la scuola .... La sabbia e' tutto il resto...... le piccole cose . Se mettete dentro il vasetto per prima la sabbia, continuò il
Professore, non ci sarà spazio per i piselli e per i sassi. Lo stesso vale per la vostra vita. Se dedicate tutto il vostro tempo e le vostre energie alle piccole cose, non avrete spazio per le cose che per voi sono importanti. Dedicatevi alle cose che vi rendono felici: giocate con i vostri
figli, portate il vostro partner al cinema, uscite con gli amici. Ci sarà sempre tempo per lavorare, pulire la casa, lavare l'auto. Prendetevi cura dei sassi per prima - le cose che veramente contano.

Fissate le vostre priorità...il resto e' solo sabbia.

18 settembre 2007

Donne in rinascita

Più dei tramonti, più del volo di un uccello, la cosa meravigliosa in assoluto è una donna in rinascita.
Quando si rimette in piedi, dopo la catastrofe, dopo la caduta, che uno dice... è finita. No. Finita mai, per una donna.
Una donna si rialza sempre, anche quando non ci crede, anche se non vuole. Non parlo solo dei dolori immensi, di quelle ferite da mina antiuomo che ti fa la morte o la malattia.
Parlo di te, che questo periodo non finisce più, che ti stai giocando l'esistenza in un lavoro difficile, che ogni mattina hai un esame peggio che a scuola.
Te, implacabile arbitro di te stessa, che da come il tuo capo ti guarderà, deciderai se sei all'altezza o se ti devi condannare. Così ogni giorno e questo noviziato non finisce mai, e sei tu che lo fai durare.
Oppure parlo di te, che hai paura anche solo di dormirci, con un uomo, che sei terrorizzata che una storia ti tolga l'aria, che non flirti con nessuno perché hai il terrore che qualcuno si infiltri nella tua vita. Peggio, se ci rimani presa in mezzo tu, poi ci soffri come un cane. Sei stanca. C'è sempre qualcuno con cui ti devi giustificare, che ti vuole cambiare, o che devi cambiare tu per tenertelo stretto, e così stai coltivando la solitudine dentro casa.
Eppure te la racconti, te lo dici anche quando parli con le altre."io sto bene così, sto bene così, sto meglio così", e il cielo si abbassa di un altro palmo.
Oppure con quel ragazzo ci sei andata a vivere, ci hai abitato Natali e Pasque, in quell'uomo ci hai buttato dentro l'anima, ed è passato tanto tempo e ce ne hai buttata talmente tanta, di anima, che un giorno cominci a cercarti dentro lo specchio, perché non sai più chi sei diventata.Comunque sia andata, ora sei qui. E so che c'è stato un momento che hai guardato giù e avevi i piedi nel cemento. Dovunque fossi, ci stavi stretta. Nella tua storia, nel tuo lavoro, nella tua solitudine, ed è stata crisi. E hai pianto. Dio, quanto piangete. Avete una sorgente d'acqua nello stomaco. Hai pianto mentre camminavi in una strada affollata, alla fermata della metro, sul motorino. Così, improvvisamente. Non potevi trattenerlo.E quella notte che hai preso la macchina e hai guidato per ore, perché l'aria buia ti asciugasse le guance.E poi hai scavato, hai parlato... quanto parlate ragazze.
Lacrime e parole. Per capire, per tirare fuori una radice lunga sei metri che dia un senso al tuo dolore."perché faccio così?","com'è che ripeto sempre lo stesso schema?","sono forse pazza?". Se lo sono chiesto tutte. E allora... vai, giù con la ruspa nella tua storia, a due, quattro mani, e saltano fuori migliaia di tasselli, un puzzle inestricabile.Ecco, è qui che inizia tutto. Non lo sapevi? E' da quel grande fegato che ti ci vuole per guardarti così, scomposta in mille coriandoli, che ricomincerai. Perché una donna ricomincia comunque. Ha dentro un istinto che la trascinerà sempre avanti.Ti servirà una strategia, dovrai inventarti una nuova forma per la tua nuova "te", perché ti è toccato di conoscerti di nuovo, di presentarti a te stessa. Non puoi più essere quella di prima, prima della ruspa.
Non ti entusiasma? Ti avvincerà lentamente, innamorarsi di nuovo di sé stessi o farlo per la prima volta è come un diesel, parte piano. Bisogna insistere, ma quando va in corsa...
E' un'avventura ricostruire sé stesse, la più grande. Non importa da dove cominci, se dalla casa, dal colore delle tende, o dal taglio dei capelli. Io ho sempre adorato donne in rinascita, per questo meraviglioso modo di gridare al mondo "sono nuova" con una gonna a fiori o con un fresco ricciolo biondo. Perché tutti devono vedere e capire,"attenti il cantiere è aperto, stiamo lavorando per voi... ma soprattutto per noi stesse".
Più delle albe, più del sole, una donna in rinascita è la più grande meraviglia, per chi la incontra e per sé stessa.
E' la primavera a novembre, quando meno te la aspetti.

10 agosto 2007

la bellezza delle cose ama nascondersi

Un giorno si riunirono tutti gli dèi e decisero di creare l'uomo e la donna e pianificarono di farlo a loro immagine e somiglianza.
"Dobbiamo però pensare a qualcosa che li differenzi da noi, dissero, altrimenti staremmo creando dei nuovi dèi.

Dobbiamo togliere loro qualcosa, però che gli leviamo?"
Dopo molto pensare uno di essi disse: "Ah, lo so,toglieremo loro la felicità, però il problema sarà dove nasconderla perchè non la trovino mai."
Il Primo propose: "Nascondiamola in cima al monte più alto del mondo".

Al che immediatamente rispose un altro: "No, ricordati che abbiamo dato loro la forza, prima o poi qualcuno salirà fin lassù e la troverà e se la trova uno, anche tutti gli altri sapranno dove trovarla".
Un secondo propose allora: "Nascondiamola nel fondo del mare".

Gli rispose qualcun'altro: "No, ricorda che abbiamo dato loro l'intelligenza, prima o poi qualcuno costruirà una macchina con la quale potrà raggiungere il fondo del mare.

Un terzo propose: "Nascondiamola su di un pianeta lontano dalla terra" e subito gli risposero: "No, ricorda che con l'intelligenza un giorno qualcuno costruirà una nave spaziale con la quale potranno viaggiare verso altri mondi e la scoprirà e tutti avranno la felicità e saranno uguali a noi".
L'ultimo degli dei, che era rimasto in silenzio ascoltando attentamente ogni proposta degli altri dei, disse: "Credo di sapere dove metterla perché realmente mai la trovino".
Tutti si volsero verso di lui e domandarono all'unisono: "E dove?"
"La nasconderemo dentro loro stessi, saranno tanto occupati a cercarla fuori, che non la troveranno mai".
Tutti furono d'accordo e da allora è stato così che l'essere umano passa la vita cercando la felicità, senza sapere che la porta con sé.

13 gennaio 2007

SBENDARE GLI OCCHI


Questo è uno di quei post che non avrei mai voluto scrivere,ma forse giaceva già nelle ceneri di quella rabbia assopita che per un educazione maledettamente imposta nel crescere non è mai uscita.

Si vive nella nebbia,tremendamente così intensa da non vedere chi c'è al di là del tuo naso...a volte non bastano neanche dei fari a tagliare quel muro nebuloso che ti si pone davanti...sei sola con le tue percezioni e basta un solo errore a cambiare la tua vita.

Poi per rendere la tua vita ancora più complicata inizi a pensare alle persone che ti circondano e ai loro occhi..occhi acerbi di visuali così patinate,occhi poco sgranati da poter vedere la strada giusta da percorrere...

ma chi sei tu per indicargliela?

forse ti è stato chiesto?

...perchè non lasci che percorrino la strada dei tranelli o la via dell'ipocrita incertezza...perchè devi essere tu il paladino della giustizia?

Se troveranno lingue a sonagli,bocche di leoni affamati o sibili di orche travestite da sirene non è un tuo problema...Il tuo problema è vivere la tua vita senza cedere a quella nebbia che ti aspetta al varco.

Forse avrai anche tu un arca come Noè in cui portare le persone ai tuoi occhi meritevoli del salvataggio...ma in quell'arca non lasciar salire chi riesce a confondere le acque,chi abbaia e non è un cane,chi allunga il collo pur non essendo una giraffa,chi dichiara fortuna non essendo un gufo...non portare chi veste i panni di quello che tu vorresti che fosse.

Lascia salire chi non parla alle tue spalle,chi ti ha allungato sempre la mano,lascia salire chi ha la certezza di conoscerti e non l'illusione di saperlo fare...lascia salire chi vede cosa fai tu per lui e non cosa lui riesce a nascondere di se...chi non pensa che chiedere scusa sia sinonimo di debolezza...chi non ti nasconde ed è complice del vociferare altrui,ma ti difende e ti inorgoglisce.

Prendi la tua arca e vai...stanco,ma sicuro di chi ti sta accanto...di chi sai che non getterà mai l'ancora per farti arenare.

E per far capire chi veramente mi conosce a chi legge questo blog(sami,nico,manu,dani...) faccio una domanda?

PER VOI IO SO COSè L'IRONIA?(la spiegazione di questa domanda ve la dirò dopo la vostra risposta)