
Tutto ciò è ormai impensabile.



In una notte di gelidi pensieri e di sguardi che cercavano di nascondersi nell’ombra della luna mi sono affidata al consiglio di chi ha ancora l’animo da guerriera…un’animo che sa gridare IO NO.
“IO NO” è appunto il libro di Lorenzo Licalzi,difficile catalogarlo ed etichettarlo,complicato anche infiochettarlo in parole per farvelo amare..l’unica cosa è stropicciare gli occhi tra le sue pagine ed immergere l’attenzione in quel grido di rifiuto..perchè IO NO,è un grido che a volte ci muore dentro…
…muore dentro di noi per essere all’altezza delle aspettative altrui,muore dentro per non creare dissenzi e malumori…muore dentro perché è più facile chinare il capo in senso di approvazione.
E’ un libro a cinque voci quindi cinque modi diversi di vedere le cose..una storia dalle mille sfaccettature dove non si rincorre il lieto fine,dove ci si perde per ritrovarsi,dove l’amore non fa rima con cuore,dove il domani non è sempre la conseguenza del nostro ieri.
Una frase su tutte mi ha colpito
“la vita è un’attesa, una lunga attesa durante la quale si inganna il tempo fuggendo. Fuggendo dalla noia, dalla solitudine, dalla paura di morire. Fuggendo soprattutto da noi stessi, senza sapere che il miglior modo di fuggire è restare fermi, cercando di capire da chi si fugge. Solo così si toglie la maschera al personaggio che recita la nostra vita, solo così si spezzano le catene delle aspettative che gli altri hanno su di noi, solo così non si diventa, da vecchi, la caricatura di ciò che si era da giovani. Solo così… succede, può succedere, che ci si liberi perfino dal dolore.”
Lasciatevi incuriosire,regalatevi un momento di buona lettura,riscoprite la voglia d’inchiostro…anche un libro può far parte dei vostri ricordi
“…non basta averli i ricordi.
Bisogna avere la forza di perderli per non tradirli”


..poi alcuni giorni fa sono andata a vedere al cinema la trasposizione cinematografica del libro,un film di Ferzan Ozpetek:Emma ed Antonio,coniugi separati che tra psicologie drammaticamente inquietanti arrivano alla distruzione…vittime indifese sono i figli.
Storie che s’intrecciano in una Roma che fa capolino su questa voglia di cercare e trovare amore..perchè in fondo è questo che tutti vogliono.
Interpreti d’eccezione si affacciano in questa pellicola,non vorrei dar luce agli interpreti principali già acclamati a Venezia,ma vorrei puntare l’occhio di bue su Angela Finocchiaro che con pochissime battute è colei che da speranza e a Monica Guerritore che con quegli occhi tristi ti conduce a trovare la risposta alle mille domande che nascono dallo stomaco…perché i sentimenti nascono proprio da li.
Come le rose
stanno morendo
senza profumo ormai
quelle parole
dette in autunno
io non capivo sai
ora ritorna chiara
la tua voce
quasi ci fosse il sole
anche di notte
un aquilone vola nel vento
come un saluto tuo
ombra leggera, corre sul mare
per arrivare a me
sabbia, sole, schiuma
luce dolce
della luna
e poi ritrovarsi
sotto un altro cielo
sogni colorati piovono dall’alto
su ogni cosa
e poi ritrovarsi
sempre là
tempo che passa
passa e non torna
passa e non tornerà
tutti i miei giorni
in un respiro
mille ricordi e poi
sabbia, sole, schiuma
luce dolce della luna
luna chiara e poi
notte su di noi
e poi ritrovarsi
sotto un altro cielo
sogni colorati che piovono dall’alto
su ogni cosa
e poi ritrovarsi
mentre gli anni passano
tempo che
che tu non sai
dove va
dove va.


